Giovedì, 25 Giugno 2020 10:16

Convolerai a giuste nozze? Come scegliere da Orazio Atelier il tuo abito da sposo

Arriva anche per te il momento in cui inizia la ricerca dell’abito nuziale: non è bianco, o almeno lo è raramente, non è imbastito di tulle né decorato con il pizzo, ma sceglierlo può essere altrettanto difficile. Lo Staff di Orazio Atelier ti aspetta a Saline Joniche per aiutarti per la scelta dell’abito da sposo. Puoi scegliere un abito che potrai sfruttare anche in altre occasioni oppure sfoggiare un elegante frac; puoi indossare il gilet o scegliere una camicia più vistosa. Sono tutte scelte di stile che dovrai valutare di volta in volta, man mano che proverai i completi, ma ci sono degli aspetti che forse dovresti tenere in considerazione ancora prima di scegliere il modello che ti calza a pennello.  

Tieni conto anche del mood del matrimonio, della location ma soprattutto della stagione. Non ridurti all’ultimo momento, inizia a dare un’occhiata e a farti un’idea già cinque mesi prima delle nozze, considerando anche i tempi che occorrono al sarto per le modifiche.

Vestito da sposo classico
Una volta era l’abito blu tre pezzi: giacca, pantalone e gilet con una varietà di sfumature di blu che anche in base alla tipologia di tessuto avevano una resa lievemente diversa. Blu scuro, blu notte, blu cobalto in lana o misto lana e seta, e con personalizzazioni varie tra bottoni, tasche a filetto e spacchi posteriori. Insomma ancora oggi l’abito da sposo blu rimane uno tra i più gettonati, a cui si aggiungono dettagli insoliti e finiture particolari. Il blu, comunque, non è l’unica possibilità, molti uomini per esempio preferiscono indossare un classico abito da sposo nero (spesso in modo meno formale senza gilet) oppure grigio scuro; più insolito negli ultimi tempi il grigio chiaro e il beige, legato più alla stagionalità calda e a location decisamente estive. Il blu è in un certo senso il colore della tradizione, una nuance molto versatile che si adatta a qualsiasi incarnato e che beneficia di una formalità innata, non è un caso che sia da sempre associata ai contesti “militari”. Il blu nella sua tonalità notte rimane sempre il più gettonato, anche se negli ultimi anni il blu cobalto gli ha in parte rubato la scena: la scelta ideale per cerimonie informali o come secondo abito da indossare durante i festeggiamenti.

Tight sposo, il look approvato anche dal galateo
E’ l’abito da cerimonia da uomo per eccellenza che si trascina dietro una lunga tradizione di matrimoni e cerimonie d’alto rango. Indicato per il giorno, con una flessibilità che non va oltre le 18 del pomeriggio, il tight è il completo da uomo composto essenzialmente da tre pezzi: giacca ad un solo bottone con code lunghe, camicia bianca e gilet doppio petto, tono su tono oppure più chiaro. Qualcuno lo indossa anche con il gilet monopetto, ma se è un tight tradizionale quello che vuoi indossare il giorno del tuo matrimonio, allora dovrai adeguarti alla tradizione anglosassone. Indispensabile un elegante plastron e gemelli; a richiesta cilindro, bastone e guanti da gentiluomo inglese.

Abito da sposo elegante: prova il mezzo tight
Una variante del classico tight, l’abito maschile per eccellenza, il completo da indossare nelle grandi occasioni, nozze comprese, anche se in origine il mezzo tight nasce come abito da giorno. Ma prima di proseguire è d’obbligo una premessa: secondo il galateo se lo indossa lo sposo anche i testimoni, i fratelli e il padre di lui dovranno indossarlo e nei matrimoni di un certo livello la regola si estende anche agli invitati. Come avrai già intuito il mezzo tight è una variante meno impegnativa del tight classico, con giacca senza coda, la scelta ideale per uno sposo che apprezza l’eleganza e la formalità di certi completi ma senza rinunciare al comfort, a maggior ragione considerato che quest’abito lo terrai indosso tutto il giorno. Giacca di taglio stondato, petto a lancia e chiusura con un solo bottone, abbinata a pantaloni di taglio dritto a tinta unita o gessati nella variante più classica: completano il look il gilet doppiopetto o monopetto e la camicia con collo diplomatico. In questo caso lo sposo può scegliere tra cravatta e papillon. Sfogliando i cataloghi della moda sposo ne apprezzano anche varianti più ibride, originali e decisamente più informali, ma attenzione al bon ton…

Frac da sposo, questione di stile
Abito da sera per eccellenza, il frac pare sia il vestito da cerimonia più elegante, ideale per chi si sposa durante il pomeriggio e prosegue con i festeggiamenti la sera. Il frac, in pratica, è l’equivalente al tight con l’unica differenza che va indossato solo ed esclusivamente in orario notturno. Si tratta, come vedrai, di un abito stiloso dal taglio rigoroso e con la tipica “coda di rondine” che si allunga in modo longilineo per poi aprirsi al centro con un profondo spacco. Alla giacca vanno abbinati pantaloni dalla linea molto classica, nella stessa nuance della giacca, da indossare con bretelle molto sottili celate dal panciotto. A tua scelta la cravatta o il papillon per incorniciare il colletto della camicia. Il tocco di classe? Cilindro e bastone, due accessori molto amati dallo sposo rigoroso e scarpe in vernice.

Smoking sposo, il tocco di classe che affascina
Il termine smoking deriva dall’espressione inglese “smoking jacket” ed effettivamente in principio lo smoking era una tipologia di giacca che gli uomini indossavano quando trascorrevano il loro tempo in ambienti dedicati ai fumatori, allo scopo di evitare che gli abiti si impregnassero di odore di tabacco. Si deve a Edoardo VII l’evoluzione di questo capo che commissionò al suo sarto una giacca da sera corta e  di colore blu da indossare durante le serate informali (tieni conto che gli standard ai tempi erano decisamente differenti). Fino a qualche anno fa lo smoking lo si poteva indossare in occasioni molto molto formali, una perfetta mise da teatro che ad oggi pare sia anche un’alternativa originale al classico abito da sposo scuro. L’elemento che più lo caratterizza è, come anticipato, il taglio della giacca e in particolare il bavero: nel caso dello smoking il rever sarà rigorosamente a lancia o a scialle, mettendolo in risalto con tessuti a contrasto, lucidi, di satin o a fantasia (effetto damascato). Le tasche? Di solito sono a filetto e sono assolutamente “inutili”, servono semplicemente a rendere armonica la giacca. Come lo riconosci lo smoking? Proprio dalla giacca, rigorosamente monopetto e con un solo bottone. Però, è d”obbligo dirlo, non è un abito che sta bene a tutti, tendenzialmente slancia meglio una figura asciutta e snella. Ricorda di abbinare alla giacca una camicia, bianca (come tradizione vuole), con collo diplomatico (con le alette frontali) pensato appositamente per abbinarsi al papillon nero in seta. Non confonderlo con quello del frac, che invece è bianco. Completano questo look super elegante pantaloni con bretelle e fascia in vita (anche se non obbligatoria). Alcune varianti prevedono anche il gilet, ma non è certo il più classico degli smoking.

Giacca da sposo: i 3 tipi di rever
Non sempre la differenza è chiara, anzi molto spesso, guardando e provando tanti completi diversi, non è semplice cogliere le differenze, neppure quelle più evidenti come nel caso della giacca. Qual è la caratteristica che ci permette di distinguere in maniera chiara un tipo di giacca da un altro? Al di là del colore e del tessuto, ciò che definisce “la giacca” è il rever, meglio conosciuto come bavero, la cui scelta dipende soprattutto da un fatto di gusto, ma lo spessore e l’ampiezza possono valorizzare o meno la figura: per esempio un uomo non molto alto dovrebbe indossare una giacca con rever stretto per slanciare la figura, un rever più largo, invece,  è più indicato a un uomo dal fisico possente. Il più comune è il rever classico (detto anche dentellato), il bavero tipico della giacca monopetto con un ritaglio di tessuto simile a uno scalino, generalmente dritto o con una lieve curvatura. Il rever sciallato ha una linea più armonica e rotondeggiante  ed è tipico delle giacche da smoking a un petto. Il terzo, e ultimo rever, è quello a lancia, anche detto a punta,  delle giacche doppiopetto e lo si ritrova anche in quelle dei tight o dei frac. Le giacche con il bavero a punta sono l’ideale per chi ha una fisionomia esile e ha bisogno di enfatizzare l’ampiezza del petto e delle spalle.

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